Cefap FVG

La suinicoltura Fvg vale 120 milioni

Superata la grave crisi, è incoraggiante la ripresa che sta registrando la suinicoltura del Friuli Venezia Giulia, un settore produttivo composto da 160 allevamenti professionali con 20.000 scrofe che producono annualmente 500.000 maialetti per una valore di circa 100 euro ciascuno.

Di questi 150 mila vengono esportati in altre regioni d’Italia e 350 mila vengono allevati, ingrassati e macellati in Fvg. Parte di essi è destinato alla filiera del prosciutto di San Daniele - uno sbocco che, grazie al miglioramento della qualità degli animali frutto della ricerca genetica effettuata in collaborazione con l’Università di Udine, l’Ineq e l’Ersa, sta crescendo - e in parte alle produzioni commercializzate con il marchio Aqua.

Complessivamente, si tratta di 120 milioni di euro, una somma di grande importanza nel comparto dell’agricoltura della nostra regione.

 

Un settore che è coordinato dal comitato di sezione dei suinicoltori associati all’Associazione allevatori del Fvg che, come è noto, nelle scorse settimane ha tenuto l’assemblea per il rinnovo dei suoi componenti per il periodo 2012-2014. Accanto ai confermati Sergio Zuccolo, presidente uscente del comitato, David Pontello, Manuel Giacomini, Silvio Lizzi, Silvio Marcuzzo, Francesco Bosco, Renzo Cinausero, Maurizio Milani, Andrej Ferfolja, sono arrivati Sonia Armellin, Ezio Stefani, Antonella Di Giorgio, Cristian Melchior, Matteo Zolin, Carlo Pessotto, Ennio Dordolo, Adriano Milani e Dimitrj Zbogar.

Il presidente sarà eletto alla prima convocazione del comitato che darà il via anche a un importante progetto di formazione del quale si è discusso il 23 febbraio con il dottor Piero Petrecca e che riguarderà il controllo dei costi per il pieno governo della gestione aziendale, un corso che sarà organizzato dal Cefap e che rappresenta – come hanno evidenziato il presidente Luca Vadori e il direttore Oliviero Della Picca, che hanno ringraziato Zuccolo per l’ottimo lavoro svolto in questi quattro anni mettendo in sicurezza un settore che ha rischiato il tracollo – «un salto di qualità culturale non tanto per l’immediato, quanto per il prossimo futuro che sarà caratterizzato da una ancora maggior competitività per e fra le imprese zootecniche».

Positivo il giudizio che Sergio Zuccolo, presidente della sezione dei suinicoltori, ha fatto sul quadriennio. «Sono stati anni molti impegnativi coincisi con la nostra esclusione dal Dop Parma che ha posto la suinicoltura del Fvg sull’orlo del baratro, senza mercati di sbocco. La scelta che facemmo – e ringrazio davvero il presidente Vadori e il direttore Della Picca – fu quella di lavorare sulla qualità. Così nacque il progetto con il Consorzio del San Daniele, il progetto del Suino geneticamente friulano, l’accordo con tutti i soggetti della filiera per migliorare le qualità. In così pochi anni siamo riusciti non solo a mettere in sicurezza il settore, ma a dargli prospettive di sviluppo e di crescita. Oggi i suinicoltori sono inoltre un gruppo unito, solido e autorevole anche nei confronti delle istituzioni».

Da ricordare, infine, che giovedì prossimo a conclusione del ciclo di incontri si tratterà un tema scottante per gli allevamenti zootecnici: “Denitrificazione e normativa nitrati in regione Lombardia”. Parlerà Dario Pagani, Ciem Impianti.


Messaggero Veneto 20-03-12, pag.12 Nazionale